• eleonora marchiafava

La scrittura che spacca

Chi le frequenta lo sa che le bancarelle dei libri vecchi e nuovi sono una delle poche cose che ci resta da fare di buono in questo mondo di cocciuti non-lettori. «Ogni giorno della tua vita leggi poesie», consigliava Ray Bradbury agli aspiranti scrittori, scopro sfogliando le prime pagine di Lo zen nell'arte della scrittura, pubblicato da DeriveApprodi nel settembre 2000, recuperato da mia sorella su una bancarella del libro usato. L'arte della scrittura passa di mano in mano.


«La poesia è buona perché esercita muscoli che non usi abbastanza spesso. La poesia espande i sensi e li riporta a condizioni primordiali. Fa sì che tu ti renda conto del tuo naso, del tuo occhio, della tua lingua, della tua mano. E, dopo tutto, la poesia è metafora compatta o similitudine», spiegava il gigantesco scrittore di fantascienza, l'autore di Fahrenheit 451 e Cronache marziane, nato a Waukegan, Illinois, nel 1920. «Tali metafore, come i fiori di carta giapponesi, possono espandersi all'esterno in forme gigantesche. Le idee si trovano ovunque nei libri di poesia, benché io abbia sentito raramente gli insegnanti di scrittura creativa raccomandare di darci un'occhiata».


Ascolto il consiglio di Bradbury, «ogni giorno della tua vita leggi poesie». Mi metto a frugar poesie in casa, scelgo La Tigre Assenza di Cristina Campo (Bologna 1923, Roma 1977).

Comincio da lei. Pietro Citati ne fece uno splendido ritratto per il Corriere della Sera nel gennaio del 2012. «Amava sorridere, scherzare, giocare con le parole, divagare: come diceva il suo amico Enrique de Rivas, la sua voce di cristallo era "come acqua allegra". Una cosa ricordo soprattutto: la nitidezza sovrannaturale della sua voce».




La sassifraga è una pianta perenne che cresce nella roccia, vive tra le fessure delle rocce; «spacca le rocce», scriveva Cristina Campo in Una specie di canto.



Una specie di canto

[da The collected later poems]



Attenda il serpe sotto

la gramigna

e la scrittura

sia di parole, lente e rapide, affilate

a colpire, quiete ad attendere,

insonni -


a conciliare con metafore

le persone e le pietre.

Componi. (Niente idee

se non nelle cose) Inventa!

Sassifraga è il mio fiore, che spacca

le rocce.



Cristina Campo


La Tigre Assenza

Biblioteca Adelphi 239

Prima edizione agosto 1991

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© 2019 by Eleonora Marchiafava - Le penne

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