• eleonora marchiafava

La possibilità di un sogno

Aggiornato il: 10 nov 2019

Questa è una storia che dedico a Cinzia, a Gianmarco e a Maria. Succede a Tromello, 4mila abitanti in provincia di Pavia dove è nata mia madre, Franca Maria Silvia, e dove con lei andavo a trovare una sua cugina che stava col grembiule sempre allacciato, la caffettiera sul fornello della cucina economica. Dolce e sorridente, un dente sì e uno no, mi riempiva le mani di caramelline rotonde di zucchero.


Domenica 26 maggio Tromello, il paese di mia mamma, ha eletto il primo sindaco transgender d’Italia: Gianmarco Negri, 40 anni, avvocato. Fino a qualche tempo fa si chiamava Maria.

Dagospia titola: “La politica in mezzo alla gender”. La notizia fa il giro del mondo anche perché, nelle stesse ore, la conservatorissima Corte suprema degli Stati Uniti sentenziava che gli studenti transgender hanno il diritto di scegliere i bagni in base alla propria identità di genere. Donald incassa, Gianmarco vince. Fine della storia.



Inizio di un’altra storia (a ritroso): chi è Cinzia?, mi chiedo il 12 maggio scorso, mentre scarto il regalo di compleanno che m'ha portato il mio amico Giova.

Cinzia è la donna «che ogni uomo vorrebbe essere».

Cinzia è la transessuale che commenterebbe così la notizia della vittoria di Gianmarco: «Se pensate che essere dei transessuali sia un problema, allora non avete mai avuto veramente un problema. Allora non siete mai stati dei transessuali innamorati».


Cinzia è «un po' tutti noi. Quando non ci troviamo, quando sappiamo fin troppo bene chi siamo, ma chi siamo non va mai bene agli altri»,

scrive nella prefazione al fumetto Licia Troisi, astrofisica e scrittrice, autrice delle fantastiche Cronache del mondo emerso, conduttrice di Terza pagina su Rai5 (Io Donna l'aveva intervistata a Lucca Comics and Games 2018).


«E allora cambiamo, ci proviamo, solo per capire che no, non si può tradire se stessi, la normalità non esiste, e meno male».


Il padre di Cinzia si chiama Ortolani, Leo Ortolani, quel tizio geniale che ha creato Rat-Man, salvifico eroe per molti di noi che dalle sue strisce traiamo ispirazione quotidiana. Io, per esempio, ogni mattina a colazione m'ispiro a questa qui a fianco.




(Parentesi. Confesso che da qualche tempo quella vignetta mi sta creando un certo imbarazzo, da quando quei testimoni noti per suonare i citofoni suonano al mio nelle ore più impensate, quando la gente è al lavoro ma io no, perché io lavoro da casa e allora i testimoni mi trovano sempre, e da quando ho appeso quella vignetta lassù l'autostima mi tenta, e l'ultima volta è successo pochi giorni fa, i testimoni mi hanno chiesto: «Ha qualcosa in contrario a parlare di Gesù?». Santo cielo, no che non ho nulla in contrario, ma no, non ne voglio parlare perché sono tentata, diabolicamente tentata a rispondere «no, certamente no, nulla in contrario, sono io Gesù».)


Ma chi è Cinzia? «Quando Cinzia è nata, nella stessa storia in cui nasce Rat-Man, era solo una battuta. Qualcosa che in quel momento ci stava, senza farsi troppi pensieri», raccontava Ortolani in questa intervista a “Wired”. «Avevo 22 anni. Ero giovane e ingenuo. Crescendo entrambi, la serie e il suo autore, ho capito che Cinzia aveva delle potenzialità emotive non indifferenti.


«In una visione più ampia e metaforica, era un personaggio che rappresenta moltissime persone, indipendentemente dalla sessualità, persone che si trovano nella vita a non potere raggiungere i propri sogni, nonostante a questo sogno dedichino tutte se stesse.»

«Per Cinzia era l’amore non corrisposto per Rat-Man, per altri potrebbe essere il figlio che non arriva, o il posto di lavoro che gli viene negato, o l’occasione della vita che viene data ad altri e non a loro».



«Sarebbe ovviamente un bel sogno sapere che quello che ha fatto questo paese eleggendomi possa essere di aiuto alle persone, intanto per dar loro coraggio», raccontava all'indomani delle elezioni Gianmarco a "Repubblica" in questo video. «Quelle che magari sono nella mia stessa situazione e per tanti anni hanno pensato di non avere diritti, di non avere possibilità. Io dico sempre: non sono Gianmarco il trans. Io sono Gianmarco».


Fine della storia. Anzi no. Perché il 7 agosto scorso, due mesi dopo l'elezione del sindaco Gianmarco Negri, sul sito di Fumettologica compare questa notizia: «Lo spettacolo teatrale basato sul graphic novel Cinzia di Leo Ortolani (Bao Publishing, 2018), che sarà messo in scena al Teatro del Giglio durante la prossima edizione di Lucca Comics & Games - cioè pochi giorni fa, il 30 ottobre - ha sollevato polemiche all’interno del Consiglio comunale della città toscana, perché troppo vicino alla "teoria del gender"».


«Secondo la consigliera Simona Testaferrata di Forza Italia, «la diversità dovrebbe essere spiegata in altri termini, non vorremmo che ci fosse una deriva che va verso la cultura gender». Della stessa linea è anche la Lega, come espresso dal consigliere Giovanni Minniti: «Quello che mi lascia perplesso è il tema, se ne potevano scegliere altri. Affrontare questi temi è pericoloso, bisognerebbe stare attenti».

In altri termini, archiviato il caso e preso atto della deriva mentale di certuni, lo spettacolo è andato in scena, come auspicavano i tipi di BAO Publishing su Facebook con parole a cui nient'altro aggiungere se non trenta centimetri in più di intelligenza, cultura, amore:


«Chiunque abbia letto Cinzia di Leo Ortolani sorriderà all'idea che possa essere considerata una storia "scabrosa" o "inopportuna", e non vediamo l'ora che lo spettacolo vada in scena, a Lucca, questo autunno. Questo tipo di polemiche, inevitabili, sono il segnale che di certi temi c'è bisogno di parlare ancora di più. (Almeno... trenta centimetri in più!)»

Il 21 settembre scorso il Bari International Gender Film Festival si è aperto con un ospite d'onore: il primo sindaco transgender d'Italia, Gianmarco Negri. Che mercoledì scorso, 31 ottobre, è stato intervistato da Daria Bignardi durante una delle prime puntate della nuova trasmissione L'Assedio su Nove. Per fortuna, certe storie non hanno mai fine.

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© 2019 by Eleonora Marchiafava - Le penne

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